
TIGROS SOLBIATE ARNO
Tigros Headquarters
Solbiate Arno - Varese (IT)
2024-2025
Tigros
Rifacimento Facciata
Concluso
Prima della riqualificazione l’Headquarters Tigros si presentava come un volume lineare in laterizio faccia a vista, caratterizzato da una lunga facciata in mattoni rossi scandita da marcapiano orizzontali grigi che ne sottolineavano la stratificazione su più livelli. Alle estremità del corpo principale due volumi “tappo” concludevano il prospetto, mentre al secondo piano una serie continua di vetrate a nastro correva per tutta la lunghezza del fronte, dando all’edificio un’immagine più funzionale che rappresentativa.
L’ingresso era segnalato da una torretta centrale, una sorta di “matitone” emergente rispetto alla sagoma principale, realizzato come volume aggiunto in una fase successiva per coprire il blocco delle scale mobili, che tuttavia risultava poco integrato nel disegno complessivo della facciata.
Il complesso Tigros di Solbiate Arno si colloca in adiacenza alla principale arteria stradale di accesso al paese, assumendo il ruolo di grande fronte costruito verso la superstrada e, contemporaneamente, di porta d’ingresso al sistema dei parcheggi e dei servizi interni. La posizione baricentrica rispetto al territorio di riferimento conferisce all’edificio una forte visibilità paesaggistica, ma al tempo stesso richiede un linguaggio architettonico capace di dialogare sia con la scala veloce della viabilità, sia con la dimensione quotidiana degli utenti che accedono al supermercato e agli uffici.
Il progetto della nuova facciata nasce dall’idea di costruire un fronte dinamico, capace di offrire due letture distinte a seconda del senso di marcia lungo la superstrada. In un verso gli archi metallici si compattano e si sovrappongono fino quasi a fondersi in un unico fondale continuo, che enfatizza e mette in risalto il marchio Tigros come segno grafico sospeso sul paesaggio. Nell’altro senso di percorrenza, la sequenza degli archi si apre progressivamente rivelando la grande parete vetrata retrostante, così che la facciata sembra “immobilizzarsi” nell’istante di massima trasparenza, quando l’edificio mostra il proprio interno e la vita che lo anima.











